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La Città di Norcia
si trova sul bordo di un bacino tettonico circondato dall’aspra
dorsale appenninica caratterizzato da condizioni climatiche
difficili per la maggior parte dell’anno
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| Abituati
a percorrere la statale della Valnerina o il passo di Forche
Canapine, per raggiungerla rispettivamente dalla Valle Umbra e da
Ascoli, poco riusciamo a percepire gli echi delle memorie passate
che denunciano le innumerevoli difficoltà delle genti che
popolavano, durante i secoli passati, il bacino carsico
dell’Umbria sud-orientale. Memorie istruttive per percorrere
oggi sentieri storici e semplici strade cittadine.
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I fattori
ambientali avversi, uniti ad una viabilità costituita quassi del
tutto da mulattiere e sentieri impervi, ostacolavano i contatti e
gli scambi del nursino e del territorio limitrofo con i centri
commerciali e le vie di comunicazione più importanti, facendo
lievitare inevitabilmente i costi delle merci. |
| Negli
annali della città di Norcia si legge:
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“Essendo
il terreno di questa Provincia per la maggior parte montuoso e
boschivo abbonda di generi, i quali sono di gran comodo alle
circonvicine popolazioni che ne mancano, come agnelli, lane,
formaggi… e viceversa manca di altri che deve altronde
provvedersi come la più parte degl’anni accade del grano e
continuamente del granturco, marsatelli, oglio, vino, sale. Ma
attesa l’impraticabilità delle strade tutti i generi dovendosi
portare a schiena di bestie, ed essendo esorbitante la spesa delle
trasporti, quelli che detta provincia esita fuori conviene che si
vendano a vilissimo prezzo e li altri de quali è necessario fare
acquisto si comprano a carissimo con sommo danno della popolazione
(…)” |
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Per
vincere questo isolamento commerciale e culturale si realizzarono
a partire dalla seconda metà del XVIII secolo, una serie di opere
infrastrutturali, come una strada carrozzabile che univa Norcia
con La Muccia (Macerata), arteria calessabile che restò aperta
per soli tre anni, e quella che molto più tardi nel 1837 collegò
Norcia a Spoleto (e quindi attraverso la via Flaminia a Roma) e
dall’altra parte ad Ascoli e quindi all’Adriatico.
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| In
un’epoca in cui le comunicazioni erano estremamente difficili,
nascono le fiere come luogo di scambio di mercanzie nazionali e
d’importazione, sbocco obbligatorio dei prodotti agricoli, del
bestiame e delle materie prime del contado e della produzione
manifatturiera della città. Queste richiedevano un grande sforzo
organizzativo, quindi spesso esse venivano unite a feste religiose
o ricorrenze particolari del calendario rurale. |
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Non
mancavano infine giostre e divertimenti. Le autorità consapevoli
dei grandi benefici che derivavano dalle fiere al commercio,
cercavano di favorire l’afflusso dei mercanti stabilendo per la
loro durata particolari privilegi e libertà speciali come
l’esenzione dal pagamento di taluni dazi. Venivano emanati
provvedimenti per la sicurezza delle merci dovendo i mercanti
affrontare gravi pericoli durante gli spostamenti attraverso vie
di comunicazione scarse e infestate da briganti |
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